Tempi Bui

E’ arrivato (finalmente?) il momento di parlare di questa maledetta quarantena, in un giorno non troppo nero nè troppo ottimista.
Volevo inaugurare una scrittura “emozionale”, accompagnata da un sottofondo musicale che dovrebbe trasmettervi meglio quello che sento, le emozioni che ho provato e che sto provando…non so cosa verrà fuori, anche perchè i brani che ho scelto sono in italiano (due rare canzoni italiane che mi piacciono) e quindi possono interferire con la lettura. Il testo però mi sembrava particolarmente indicato in questo periodo…semmai prima leggete l’articolo senza ascoltare e poi ascoltate i testi (spoiler: sono due pezzi dei Ministri).

Ero indecisa se fare un pippone Cris-filosofico o un articolo in linea con quelli precedenti, un bel po’ fru fru e molto poco serio…ho deciso di fare un mix, data la gravità della situazione. In linea con la sequenza musicale inizio con la parte soft, che sarà anche dotata di fotografie, per poi passare al lato oscuro della forza…

Premete play e…enjoy!

Veramente sono tempi bui…non ero proprio io che vi dicevo qualche articolo fa che prevedevo un cataclisma cosmisco perchè mi stava andando tutto fin troppo bene? Ecco, maledetta me e le mie predizioni sibilline! Non volevo addirittura scatenare una pandemia…nel giro di una settimana ho “perso” tutto: amici e parenti, pallavolo, musica e infine lavoro. E’ una questione temporanea, lo sappiamo, ma ti mette veramente alla prova.
Io il 27 di febbraio, quando ero al S. Carlo a fare il tanto agognato prericovero per la mia operazione di addominoplastica che mi avrebbe sistemato le varie ernie addominali che mi ritrovo e la diastasi che mi fa ancora sembrare incinta di 6 mesi, ancora ci credevo che sarebbe andato tutto bene e che sarei riuscita ad operarmi entro la fine di maggio. Nonostante mi abbiano urlato un “Si metta subito una mascherina!!” prima ancora di dire Buongiorno. Si vede?

Un pochettino ci credevo anche quando si poteva passeggiare in solitudine vicino a casa e potevo portare i nani a tirare i sassi nei fossi…

Poi ci siamo dovuti accontentare del corsello di casa e degli accessori trovati in giro (anche se poco consoni al contesto):

Un pochino pochino ci credevo ancora quando Federico ha fatto il primo lavoretto che la maestra gli ha commissionato a casa, dopo 3 settimane di chiusura delle scuole…

Poi, giorno dopo giorno, decreto dopo decreto, autocertificazione dopo autocertificazione, minkiata dopo minkiata letta sui social e vista al supermercato, ho iniziato un po’ a vacillare fino a capire che per il genere umano non c’è proprio speranza.

Il primo segno del mio cedimento è stato il fare con rassegnazione l’hamburgerata che avevo organizzato a casa nostra con i miei compagni di gruppo la prima settimana di chiusura delle scuole, presi dall’euforia di essere per 3 giorni senza nani al seguito in quanto esiliati dai nonni, in versione ridotta:

Anche il torneo Arcade che sarebbe seguito è stato svolto con partecipanti limitati (notare il doppio senso 😉 )…

Il quasi colpo di grazia è arrivato dalla totale impossibilità di trovare qualsiasi tipo di lievito di birra (fresco, disidratato, essiccato, polverizzato, da sniffare, nulla di nulla!!) in tutti i supermercati del paese!
Solo dopo 10 giorni abbiamo ricevuto il kg di lievito madre essiccato che avevamo ordinato online, e dopo un mese e mezzo dal lockdown sono riuscita ad accaparrarmi un panetto da mezzo chilo, luce dei miei occhi!!!

Nel frattempo, abbiamo cercato di fare buon viso a cattivo gioco, e abbiamo provato a rendere la nostra quarantena il più dolce possibile cucinando come se non ci fosse un domani:

Davide si è fatto un vero e proprio culto tra farina e lieviti e si finalmente potuto dilettare a fare la pasta fresca, i ravioli e le lasagne con la sua nuova sfogliatrice. E’ riuscito a coinvolgere pure Federico, che per una volta è stato subito entusiasta di fare qualcosa:

Abbiamo anche inaugurato la stagione delle grigliate con un bel barbeque in famiglia (in cui i bambini si sono scofanati quasi tutta la carne e hanno avuto pure il coraggio di venire a fregarmi i tomini):

Peccato che sia stata sia la prima che l’ultima grigliata della quarantena perchè abbiamo finito la legna 😛 Vedremo se avremo il coraggio di usare la carbonella, dato che ormai SEMBRA che siamo alla fine di questo calvario e potremo andare a comprare altra legna…

Non uso questo termine (calvario) indebitamente, e non mi riferisco solamente al covid: vi ricordate che giusto una settimana prima della chiusura delle scuole abbiamo iniziato lo spannolinamento dei gemelli? Ecco.
Posso dire con orgoglio che dopo un mese e mezzo lo abbiamo portato a termine per tutti e due, quantomeno di giorno : Valerio è a posto anche di notte, Simo ancora no (ma ognuno ha i suoi tempi ^_^), ed è proprio lui che ci ha fatto patire le pene dell’inferno a suon di cacca nelle mutande e pipì addosso quando pensi di esserne uscito almeno da quel lato…
Adesso è diventato un cultore della cacca, vedere per credere = trova l’intruso (vi aiuto: Simone è Spiderman):

Non provate neppure a pensare che Valerio senta minata la sua privacy…la maggior parte delle volte è lui che chiama i suoi fratelli per fargli vedere con orgoglio le sue produzioni!! E nel frattempo riesce anche a chiamare la nonna…

Si sa: le chiacchierate sul trono sono sempre quelle più profonde!!!

E’ arrivata poi la Pasqua, festa che non sento particolarmente ma che mi fa sempre piacere perchè ante-nani era d’uso organizzare weekend lunghi all’estero o gitarelle fuoriporta, o, se a casa, grigliate pantagrueliche.
Ecco: non fosse stato per l’entusiasmo dei bimbi nell’aprire le loro uova, quest’anno sarebbe stato veramente un giorno come un altro.
Non ditegli che i 3/4 del loro cioccolato ce lo siamo scofanato io e Davide…l’abbiamo fatto per il loro bene 😐

Ad ogni modo, per me e il Davide è festa quasi ogni sera, da quando ha imparato a fare il mojito e il daiquiri frozen alla fragola… 😛

Anche il Comune di Corbetta ci aiuta a tenere alto il morale, consegnando a tutte le famiglie mascherine e chiacchiere gratuite direttamente a casa. Quando ho visto i volontari al cancello e mi hanno dato anche le chiacchiere a sorpresa (perchè il sindaco aveva avvisato della consegna delle mascherine ma non dei dolcetti) mi sono quasi commossa – e non perchè sono golosa in maniera quasi patologica, ma per il gesto in se stesso: dopo tutta la merda vista in giro (e non solo quella dei miei figli), finalmente qualcosa di UMANO!

Bene, questa è stata la nostra quarantena in immagini…ora direi che posso partire col pippone 🙂

Già, perchè se in qualche modo cerchiamo di dare all’esterno una parvenza di normalità e di semi serenità, all’interno ci stiamo sgretolando. Ogni giorno cerco di essere il più gioiosa e tranquilla possibile con i bambini, perchè il messaggio che dobbiamo, abbiamo il dovere, di passargli, è che davvero per loro andrà tutto bene (anche se dopo l’ultimo decreto di Conte ho i miei seri dubbi). E così, io come milioni di altre mamme nella mia stessa situazione, ogni giorno cerchiamo di non fargli mancare la routine della scuola: colazione, lavoretti, merenda, giro in cortile, lettura di libri, giochi più o meno didattici, pranzo, pisolino, merenda, ancora gioco, cena, bagnetto, un po’ di TV, nanna…
Quello che però non traspare, quantomeno per la maggior parte delle volte, è il carico di stanchezza fisica e mentale che ci stiamo sobbarcando: tenerli d’occhio tutto il tempo per fare in modo che non si ammazzino di botte o non cadano dallo scivolo (perchè spesso e volentieri fanno i cretini ora che sono un po’ più grandicelli e ne hanno le capacità), cercare di non fargli impiastrare tutta la casa coi colori, col pongo, con la carta, col cibo, con la terra, coi vermi (eh sì, i miei si divertono a giocare coi vermi secchi e i bruchi), coi mille giochi sparsi in giro per il mondo e quindi pulire e pulire e pulire e pulire e pulire e pulire e (l’ho già detto?) pulire ancora…
Dobbiamo poi pensare a fare da mangiare per una famiglia di 5 persone a colazione, merenda, pranzo e cena, tutti i giorni, mettere giù un planning settimanale di menu e anche di spesa, cercando di non dimenticare nulla perchè se no devi aspettare una settimana per poter tornare al supermercato (perchè anche se a tanta gente non gliene frega niente, A ME mi gira ampiamente il culo andare al supermercato per 3 cose…e lo dico io che fino al 9 marzo ci andavo praticamente tutti i giorni), chiama i nonni, zii, amici e parenti tutti perchè ci mancano un casino ed è giusto che vedano come stanno crescendo i loro nipotini – a quest’età si fanno dei progressi incredibili in pochissimo tempo: oggi ad esempio Federico ha imparato ad andare in bicicletta senza rotelle in due ore e noi eravamo in brodo di giuggiole!!
Passa l’aspirapolvere grande, quello piccolo, la scopa, risucchia le briciole che se no arrivano le formiche, fai almeno due lavastoviglie e una lavatrice al giorno, stendi, ritira la roba ma poi non hai il tempo/le forze fisiche per piegare e mettere a posto i panni e li accumuli serialmente in camera fino a quando non ne puoi più (più che altro perchè hai l’armadio vuoto e ti sei rotta le palle di pescare dal mucchio) e un giorno sacrifichi quell’oretta in cui saresti stata bellamente a non fare una beata mazza sul divano. Poi ci sono le giornate in cui il marito non lavora e allora ne approfitti di ogni secondo che ti può dedicare per fare altro – tipo cambiare le lenzuola, pulire i bagni, fare i vari cambi armadi, andare a correre (per fortuna ho il tapis roulant) e farti una doccia in santa pace, preparare la cena potendomi concentrare solo su quello (forse) e fare una partita a candy crush mentre fai la cacca. E’ una cosa bruttissima da dire, ma mi rendo conto che è così probabilmente da quando sono nati i bambini e adesso più che mai, ma viviamo a scadenze: le scadenze delle nanne! Non vediamo l’ora che i nani vadano a dormire per poter respirare un pochino e alleggerirci un po’ del carico mentale che ogni giorno ci sobbarchiamo. Che poi non è che facciamo granchè: generalmente ci mettiamo sul divano a far finta di vedere la tele (io per lo meno) e dopo 15/20 minuti io mi addormento secca. Ho provato diverse volte a impormi un programma da seguire per mantenermi attiva e mentalmente sana, tutte da fare durante la nanna dei bimbi, tipo: finire il corso online suo SEO che mi sono comprata oramai un anno e passa fa e di cui ho fatto tipo due ore su 40, scrivere un articolo sul blog alla settimana (questo più o meno lo sto facendo dai!), correre 3/4 volte alla settimana (anche questo lo sto facendo con una certa costanza), suonare un paio di volte alla settimana per imparare pezzi nuovi e migliorare la tecnica, leggere, smettere di mangiare puttanate, limitarmi a bere solo una birra a settimana. Solo che mi manca la motivazione. Obiettivamente il tempo ce l’avrei anche quando i bambini vanno a letto la sera, ma c’è qualcosa che mi scatta e che mi fa passare la poesia di fare tutto. La prima cosa che faccio è prendere in mano il telefono e andare a leggere i siti del Corriere della Sera, Repubblica e TgCom24 per confrontare le notizie e vedere come siamo messi, a volte sento anche le dirette del nostro sindaco. E mi deprimo. Non tanto per la catastroficità della situazione, quanto perchè è incredibile come siamo male informati…a parte il fatto che non si parla d’altro (non c’è più cronaca di alcun tipo, non succede più nulla in Italia e nel mondo?), da una parte leggi bianco, dall’altra leggi nero. Basta un pirla a caso che afferma una minkiata colossale che scoppia Il Caso. Regole poco chiare – oddio, in verità per me sono cristalline STATE A CASA!!!, ma si sa che a noi italiani piace trovare cavilli e postille e scappatoie, e quindi sorgono mille dubbi e perplessità. Poi esco per andare a fare la spesa e mi sale la bile verso il genere umano: guanti e mascherine buttati in giro dappertutto per terra…ma vaccadiunarana, IL CESTINO A DUE METRI, PER DIO! E’ vero, è sempre stato così con le cartacce, le cicche, i fazzoletti…ma pensavo che di fronte ad una crisi mondiale la gente potesse dimostrare di essere un pochino più responsabile.
E invece no.
Dicono: una sola persona per famiglia a fare la spesa. Avrò visto almeno 4 COPPIE INSIEME per ogni volta che sono andata a fare la spesa, e di certo uno dei due non era un disabile che aveva bisogno di sostegno. Una giovane coppia, ognuno di loro con un cestello a mano. Lui straniero che chiede in inglese a lei se possono andare alla stessa cassa, le che risponde che no, devono andare in casse diverse. Complimenti, avete vinto il premio per l’inventiva.
Altre coppie che vanno tranquillamente insieme sullo stesso carrello. Alla faccia della distanza di sicurezza, gente che si accalca per prendere i sacchetti della verdura. Ora, senza giustificare “i trasgressori”, vogliamo parlare di quelli che la legge dovrebbero farla rispettare? Che minkia si lamentano i commessi che sono stufi di vedere gente che non segue le regole ma poi non fanno niente e non li sbattono fuori???
Il fatto è che ciascuno, ANCORA, pensa solo al proprio orticello e SE NE STRAFOTTE DEGLI ALTRI.
D’altra parte sono le stesse persone che sbuffano quando alla cassa con priorità arriva una donna incinta o devono aspettare che gli infermieri gli urlino addosso per farle passare a fare gli esami del sangue. Sono le stesse che vanno in chiesa tutte le domeniche ma che poi ti bestemmiano addosso se ti fermi col semaforo giallo e che ti guardano con disprezzo quando porti i bambini in posta (che chiaramente fanno casino).

Parliamo poi della preoccupazione e ansia costante che oramai ci accompagna da un paio di mesi: viviamo col costante pensiero ai nostri cari, speriamo che stiano sempre bene e che non gli succeda niente, perchè sappiamo che i vecchietti del giorno d’oggi non sanno stare a casa e non sanno stare fermi, loro sono invincibili ma poi in realtà non è così. Tu lo sai, loro fanno finta di non saperlo, i bambini lo scopriranno tra 10mila anni. Però quotidianamente un pensiero è sempre là…
Sai che tra non molto dovrai tornare a lavorare ma i bambini non potranno andare a scuola, non avranno nonni e in molti casi nemmeno babysitter, e quindi cerchi di pensare a come fare, a dove metterli, a come gestirli, ma è come fare un puzzle da mille pezzi e scoprire che ne hai aspirato uno con l’aspirapolvere e hai già buttato la spazzatura.
Senti amici, vicini e lontani, che per fortuna stanno tutti bene ma alcuni hanno subito perdite importanti, hanno visto letteralmente scomparire conoscenti e genitori senza avere la possibilità di fare nulla, nemmeno di condividere insieme il loro dolore. Pensi al loro strazio e stai fisicamente male…
Condividi con loro la tua demotivazione e accogli la loro, ma senza potersi guardare negli occhi o darsi una pacca sulla spalla o un abbraccio, o offrire una birra e un dolcetto capisci che non serve a nulla…l’impersonalità è bastarda.
Ti rendi conto che all’interno delle mura domestiche le cose non vanno propriamente come te le eri immaginate, perchè inevitabilmente le tensioni si accumulano da entrambe le parti e le liti sono sempre più frequenti, e quelle che fino a due mesi fa erano cazzate diventano drammi. Però noi siamo più forti, ne abbiamo viste di peggiori, dopo qualche ora di scazzo ci si abbraccia e si riparte…
Ma volte non riesci più a mantenere la maschera, e quando sei da sola sotto la doccia ti fai scappare giù qualche lacrima…o quando sei in macchina di ritorno dal supermercato e, dopo aver visto in cassa il disegno del bimbo di una cassiera che descrive la sua mamma come un supereroe, vedi una pistoletta alta un soldo di cacio e una banana in giro col papà e il suo cagnolino che trotterella tutta contenta e spensierata con la sua mascherina.
E allora capisci che quelle creaturine, che tanto ci fanno dannare l’anima ma che amiamo alla follia, hanno una forza che Skywalker levati proprio. L’avevo già capito quando Federico è stato operato ai testicoli a un anno e mezzo, ma adesso ne comprendo appieno la potenza.
Loro hanno perso tutto da un giorno all’altro: la scuola e la loro routine quotidiana, i nonni, gli amici, le relazioni sociali, lo sport, gli hobby, la didattica (non sembra ma un semestre, soprattutto per i più piccoli, è un’eternità!!), i loro punti di riferimento e chi più ne ha più ne metta. Sono stati confinati entro 4 mura, chi ha il giardino è ricco in questo momento, sono stati privati praticamente di tutto. Ma ci hanno messo esattamente due secondi e mezzo a capire che avrebbero avuto mamma e papà tutti per loro h24 e non si sono mai lamentati mezza volta di niente. Credo che i più grandini, ne conosco alcuni, stiano iniziando a vacillare…posso solo dire E STI CAZZI, come biasimarli?
Ma i più piccolini stanno sopportando tutte le privazioni che gli sono state imposte senza battere ciglio, i litigi casalinghi, la noia, gli inevitabilmente triplicati castighi e rimproveri, la sbobba che a volte la mamma gli propina…e ogni volta che ci guardano è come se fossimo le più belle del mondo, e nei loro occhi vediamo la felicità allo stato puro.
Quindi nutriamoci di questo, della loro forza, del loro affetto, della loro resilienza: tiriamo fuori le palle e la nostra, di forza!!

…e speriamo che le scuole riaprano presto!!! 😛

Scusate il pippone, ma ogni tanto mi ci vuole. Non so se sono riuscita a stare nei tempi musicali che ho scelto, ma pazienza, non cancello nessuna riga.
Tranquilli, dopo questo papiro non è che mi senta molto più motivata e più confidente nella razza umana…ma almeno lo sapete! 😉
E cmq sticazzi, c’è una sola cosa che importa: Federico ha imparato ad andare in bicicletta!!!!

E come dico sempre…

Quella con DAJEEEEE!!! era finita 😉

Alla prossima!!

6 comments

  1. Condivido appieno, loro sono la nostra forza, ci succhiano sangue ed energia ma con un loro sorriso/abbraccio ci ricarichiamo!!! Ed io che speravo di passare la gravidanza un po’ tranquilla… al parto, e post parto, ci arriverò più sclerata che mai perché in tutto questo hai dimenticato di dire che oltre a gestire marito in smart working, casa, pranzi/cene varie, bambini con i loro compiti di prima elementare e live con le maestre, abbiamo magari anche noi uno smart working da rispettare! 🤪 ma siamo donne, e si sa, noi riusciamo a fare tutto, come? Neppure noi lo sappiamo ma lo facciamo!!

    1. Ciao Claudiaaaaa!!! Cavoli, ma non lo sapevo che eri incinta! Alla fine l’hai fatto eh? 😉 Poi mi dirai i dettagli in privato! Grazie per il tuo apprezzamento…in realtà di cose da dire ne avrei avute moltissime altre, ma sarebbe venuto veramente un papiro biblico. Sai perchè alla fine noi ce la facciamo sempre? Perchè non abbiamo alternative 😉
      un bacione!!

  2. Bellissimo articolo che commenta in modo assolutamente veritiero la realtà di oggi,compresi i megadeficienti che circolano….ed è vero che i bambini ti aiutano a sopportare tutto ed andare avanti ad ogni costo.
    Dai che alla fine del tunnel si vede una lucina….omioddio ..IL TRENO…..
    Hahahaha

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